Tre novelle per addormentare serenamente i bambini

 

Nota dell’autore


Ciao bambini,
il mio nome d’arte è Picchio. Come mai vi domanderete voi?
Perché a 12 anni durante una recita teatrale nella mia parrocchia sono caduto e - come si dice in Toscana - ho battuto un… picchio!
Perciò, da allora tutti mi chiamano così!
Sapete…da bambino era mio babbo che mi raccontava le novelle per farmi addormentare e ogni sera non vedevo l’ora che arrivasse quel momento per sentire i suoi racconti che mi piacevano tantissimo!
Diventato grande, mio padre mi rivelò che alcuni di questi
erano completamente inventati. Per me sono ancor oggi
bellissimi ricordi d’infanzia e - quando divenni babbo - anch’io
adottai lo stesso metodo per far addormentare le mie due figlie, Federica e Francesca.
Inventando completamente le novelle, io mi ispirai agli
animali: una famiglia di topolini, il cucùlo detto cucco e il
cerbiatto Bambi.
Ogni sera mi capitava però di cambiare qualche particolare della storia che le mie bimbe, sempre molto attente, mi facevano notare subito!
Allora decisi di farmi degli appunti scritti per memorizzare bene ogni racconto.
Oggi che sono nonno, tre di quelle novelle scritte per le mie
figlie, sono protagoniste di questo piccolo libro che dedico ad un bambino di tre anni che ha perso la sua mamma troppo
presto!


Carlo Ciucchi Picchio

 

 

La storia del cucco di Santa Lucia

 


Era il mese di luglio di una torrida estate di tantissimi anni fa.
Il crepuscolo serale aveva lasciato il posto al tramonto e la notte era giunta più buia di sempre.
Nel bosco di Santa Lucia, su un delizioso poggiolo chiamato Frullo, si potevano ammirare le luci dei paesi del Mugello da una parte e quelli della Val di Sieve dall’altra. I grilli nell’erba, con la loro melodia, “cri - cri”... “cri - cri”, aspettavano le loro amate.
Qui, tutti gli uccelli, eccetto quelli notturni, si erano già addormentati.
All’improvviso un grandissimo campo di grano vicino al bosco era diventato un fiore rosso (aveva preso fuoco), per colpa di un incauto passante che aveva gettato una cicca di sigaretta ancora accesa per terra...